Monte Guglielmo da Pezzoro con le ciaspole

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Domenica 1 febbraio 2015. Una splendida giornata di sole invernale mi accompagna su per le balze innevate del monte Guglielmo (mt 1937), dopo aver lasciato l'automobile nel parcheggio del paese di Pezzoro (mt 911). Oggi sono solo, perché non ho trovato amici disponibili ad accompagnarmi.

Raggiungo agevolmente il Rifugio Cai Valtrompia e indosso le mie ciaspole nuove fiammanti per proseguire la salita in direzione della malga Pontogna e successivamente la malga Stalletti Alta. Il pendio è abbastanza ripido e faticoso, soprattutto perché ho ancora poco allenamento nelle gambe. Per avvertire meno fatica ed ingannare il tempo, decido di ascoltare alcune lezioni di inglese registrate e caricate sul mio Sony dotato di cuffiette.

Vorrei scattare anche alcune istantanee dello splendido paesaggio circostante, ma sia l'iphone sia la macchina fotografica digitale non funzionano: il freddo ha fatto scaricare in fretta le batterie e così non mi rimane che imprimere nei miei occhi e nella mia memoria il panorama che via via si allarga mentre acquisto quota. La sagoma del colossale monumento dedicato al Cristo Redentore appare sempre più vicina.

Dopo tre ore e mezza complessive di salita, raggiungo la vetta, da dove ammiro le Prealpi bresciane, il lago d'Iseo e le affascinanti Orobie bergamasche e, contemporaneamente, consumo il pacchetto di fichi secchi che mi sono portato nello zaino.

Dopo una pausa di circa 30 minuti, inizio la discesa lungo lo stesso itinerario della salita. Sono contento e soddisfatto per l'esperienza. Un solo rammarico: anche questa volta, come nel 2006, non ho potuto scattare fotografie da conservare tra i miei ricordi più cari.

Pralboino, 1 febbraio 2015.

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